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Bando—Progetto n°79

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Scritto da Administrator   
Mercoledì 07 Gennaio 2009 19:10

IL MUSEO AMBIENTALISTICO MADONITA di POLIZZI GENEROSA da dove veniamo:
Frutto di una coscienza finalmente consapevole che la sopravvivenza dell'uomo è intimamente legata alla salvaguardia del suo ambiente naturale, alla fine di un lungo iter burocratico contorto ed in gran parte lacunoso, nel novembre del 1989, un decreto dell'Assessore Regionale al Territorio recependo ed ampliando ciò che era già nei contenuti della famosa legge-quadro sui parchi siciliani del 1981, istituisce il Parco delle Madonie, proteggendo finalmente in tutti i suoi aspetti, ciò che rimane di una ancor oggi splendida realtà ambientale. La varietà del paesaggio modellato da fiumi e torrenti oltre che da straordinari fenomeni carsici, unitamente alla diversità delle piccole comunità montane che ne costituiscono il tessuto connettivo, ognuna con le sue tradizioni storico-culturali che affondano le proprie radici nell'alba della civiltà siciliana, lo rendono degno di figurare tra gli ambienti meglio conservati dell'isola attirando ogni anno ed in ogni stagione turisti e studiosi da ogni parte del mondo. E nell'ambito del Parco, Polizzi ancora una volta Generosa, occupa un posto di particolare rilievo, dal momento che è proprio nel suo territorio che possiamo riscontrare le più interessanti emergenze naturalistiche: basti pensare al Vallone Madonna degli Angeli dove tra lecci, astragali, macchie di faggio e tappeti di ginepro sopravvivono superbamente, veri fossili viventi che risalgono all'ultima glaciazione, 25 piante di Abies Nebrodensis uniche esistenti al mondo ancora inserite nel proprio habitat originale . Ma vi è anche il laghetto di Piano Cervi , circondato da ciò che resta di una imponente faggeta, l'anfiteatro naturale del biotopo Quacella ,vero paradiso per i botanici perché ricco di endemismi come certe splendide orchidee ed il maestoso massiccio del Carbonara che a 1979 m. s.l.m. è tra i meno antropizzati dell'isola e quindi di eccezionale importanza per la superstite avifauna insulare. Sono solo alcuni esempi ma bastano a far capire che il territorio in cui oggi viviamo doveva sino a qualche tempo fa essere molto simile ad un paradiso terrestre. Spiagge, coste rocciose, boschi di enorme estensione , paludi ,stagni ,fiumi navigabili: qualunque habitat è stato degradato , profondamente alterato dall'uomo e non solo nella nostra generazione.
Sul finire del secolo scorso non esistevano più Cervi, Daini, Caprioli. Si era contemporaneamente estinto il Cinghiale, mentre il Lupo che non aveva più prede naturali tra gli erbivori selvatici, dovendosi rivolgere a quelli domestici finì per farsi i conti con pastori e cacciatori : non sopravvisse ai primi decenni del nostro secolo. Parallelamente , tra gli uccelli si estinse il Francolino di dimensioni simili a quelli di una pernice. Con le bonifiche prima ed i successivi prosciugamenti di tanti stagni e specchi d'acqua sparirono via via intere schiere di uccelli palustri : il Pollo sultano, il Basettino ed alcuni trampolieri. Dalle nostre montagne scomparve il Gipeto ,grosso avvoltoio sopravvissuto fino al 1850 solo sulle Madonie, dai nostri fiumi la Lontra, dai nostri boschi il Picchio nero, il Picchio verde, dalle nostre praterie la Gallina prataiola, dalle nostre piane la Quaglia tridattila. Ultima ed emblematica l'estinzione del Grifone, altro grosso avvoltoio, una volta presente, sterminato dai bocconi avvelenati distribuiti con incoscienza per distruggere le Volpi. E' un quadro desolante che pone la Sicilia ai più alti indici di estinzione di fauna, sostanzialmente dovuta alla colonizzazione storica e successiva antropizzazione di tutti i suoi ambienti naturali e solo in pochi casi all'eccessiva attività di cacciatori e bracconieri. Ecco perché nasce il Parco ed ecco perché proprio a Polizzi nasce un anno dopo il Museo Ambientalistico Madonita.

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Marzo 2009 13:53